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Il modo radioamatoriale SSTV

Non intendo dilungarmi troppo parlando di SSTV, esistono migliaia di documenti tecnici redatti per questo, e tutto oggi e' gia' massicciamente presente in Rete. Poiche' ci sono moltissimi siti che trattano tale argomento, nel caso tu avessi bisogno di specifiche nozioni tecniche potrai sempre effettuare ulteriori ricerche in materia, mentre lo scopo di *questo* sito invece, e' introdurre il visitatore verso l'aspetto pratico di questo particolare ramo delle comunicazioni radioamatoriali.

Semplificando, in una vecchia trasmissione televisiva nel modo analogico, vengivano trasmessi diversi 'quadri' completi ogni secondo; ognuno di essi, quale risultato di una scansione interlacciata di ogni immagine ripresa, é composto da 525 o da 625 righe, a seconda dello standard impiegato. Tuttavia, in trasmissione questo tipo di modulazione occupa una larghezza di banda di ben 5 MHz o anche di piu', e non e' dunque applicabile nel campo delle comunicazioni radioamatoriali, le quali avvengono soprattutto nello spettro delle HF, e dove sappiamo bene, le trasmissioni vanno contenute entro kHz, non MHz. La SSTV e' stata pensata per trasmettere immagini su una larghezza di banda piuttosto ristretta nonostante questo compromesso imponga forti limitazioni tecniche; E' dunque esclusa la possibilita' di trasmettere immagini in movimento, cosi' come farebbe una qualunque emittente televisiva commerciale.

SSTV e' l'acronimo per 'Slow Scan Television': Televisione a scansione lenta o anche 'a banda stretta'. Si tratta di un metodo che consente di trasmettere immagini statiche modulando in frequenza un segnale audio e *non e'* un modo di trasmissione digitale. La larghezza di banda tipica si avvicina a 2.7kHz, la stessa impiegata da un normalissimo segnale audio trasmesso in fonia. Durante una trasmissione i sincronismi vengono emessi a 1200Hz mentre l'informazione vera e propria si contiene tra 1500Hz (nero) e 2300Hz (bianco). Il concetto si basa nel trasmettere un singolo fotogramma per righe, emettendo un impulso di sincronismo verticale della durata di 30ms alla fine di ogni 'quadro' (immagine), e inserendo un segnale di sincronismo orizzontale tra ogni riga della durata di 5ms. Per ogni riga, ad ogni variazione dei valori nei pixel che la compongono, siano esse scala dei grigi/luminosita' e colore, corrispondera' una precisa variazione in frequenza di un tono audio, che potra' essere immesso negli ingressi microfonici di un ricetrasmettitore SSB. Ogni volta che una trasmissione ha luogo, un segnale di calibrazione verticale/identificazione (VIS) viene trasmesso per primo. Il codice VIS e' l'unico 'elemento' digitale della sstv moderna e rappresenta l'identificatore che permettera' a tutte le stazioni remote di impostare automaticamente la propria ricezione nella modalita' video della stazione trasmittente (es.: Martin 1). Seguira' dunque la trasmissione vera e propria, dove una singola immagine verra' trasmessa nell'etere, riga dopo riga, con quel caratteristico cinguettio, tipico dell'insieme delle sequenze tonali emesse.

Sperimentare la SSTV oggi e' semplice, e piuttosto  economico se si possiede gia' un buon ricevitore (o un ricetrasmettitore) SSB, ed un personal computer dotato di una scheda audio di qualita' decente. Tutto quello che ti che servira' per iniziare e' solo una piccola interfaccia di I/O per segnali audio, abilitata al controllo PTT della radio (se si trasmette). Servirà per collegare la radio al pc, e per la gestione dei segnali da parte del software. Su internet ci sono moltissimi programmi per la SSTV, nella maggioranza dei casi con licenza gratuita, che girano molto bene anche su pc di vecchia generazione, con processori lenti o con poca memoria. Non c'e' dunque alcun motivo per non provare; sperimenta pure la 'Narrow band Television' e ricorda: trasmettere in SSTV e' come lasciare il proprio apparato in KEYDOWN per tempi molto lunghi. Riduci sempre a meta' potenza o anche meno, semplicemente usando il controllo di volume sul pc o sull'interfaccia audio per proteggere la tua radio dal sovrariscaldamento dello stadio finale.

C'e' ancora un'altra cosa... La SSTV e' nata sui 27MHz; il suo primo pioniere, Copthorne 'Coppie' McDonald realizzo' proprio sugli 11 metri i primi esperimenti sulla SSTV, intorno al 1958. Un motivo piu' che valido affinche' la SSTV conservi un posto d'onore in quella porzione delle HF che tutti i DXers oggi chiamano 'la freeband'.

Con i migliori auguri, sperando di fare  molto presto un collegamento , incontrandoci   ... sulle onde radio!! 
                                                                                          
                                                         73 de 1SFØ72  
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